Materiali
Tutto questo per introdurre il concetto di qualità e sulla formazione che i product design devono avere.
Ovvero che cercano di fondere la tecnica con l’estetica, combinando l’utilità pratica con il piacere emotivo. Si pensi alla porcellana Wedgewood.
Si prenda in considerazione anche tutte quelle forme che esprimono aspetti dell’immaginazione dei loro creatori e il desiderio di realizzare oggetti utili e funzionali.
Per cui un prodotto per avere successo deve funzionare in modo corretto, ma questo non basta: sempre più spesso si richiede che sia facile da usare, ma anche che generi piacere e che abbia una “personalità”. Quest’ultima dipende dal design. Infatti quando prodotti equivalenti dal punto di vista tecnico competono, possono vincere o perdere quote di mercato grazie al loro aspetto tattile e visivo dalle associazioni che generano e da come sono percepite o dalle emozioni che suscitano. Ricordatevi sempre che i consumatori si aspettano di ricevere funzionalità da tutto ciò che acquistano.
I progressi nella produzione e nella lavorazione dei materiali favoriscono sviluppi sia nell’industrial design che nel tecnical design e sono per il product designer una continua forma di ispirazione: essi sono in grado di suggerire originali soluzioni visive e tattili, di generare nuove tendenze nell’impiego delle forme e dello spazio. Alcuni esempi sono:
- la capacità di colorare e trasformare i polimeri in oggetti brillanti e traslucidi;
- co-stampare materiali plastici ed elastomeri per ottenere superfici morbide al tatto;
- di utilizzare materiali compositi rinforzati con fibre di carbonio, per la progettazione di strutture eccezionalmente sottili e leggere.
In tutti questi casi molti prodotti innovativi hanno trovato la loro ispirazione dall’uso creativo di materiali e processi.
I materiali giocano quindi un duplice ruolo:
- supportano la funzionalità tecnica
- creano la personalità del prodotto.
Un esempio che mette in luce le difficoltà di interrelazione e le lacune è rappresentato dal fatto che gli ingegneri utilizzano termini tecnici che spesso il designer trovano oscuri e poco significativi.
I designer invece esprimono le loro idee e descrivono i materiali in un modo che all’ingegnere qualche volta sembra sconcertante e vago.
Per poter colmare questo gap occorre esplorare come ciascun gruppo “utilizza” i materiali, e la natura delle informazioni sui materiali di cui chiede di poter disporre. Inoltre occorre studiare i metodi e progettare strumenti che intrecciano le due linee di pensiero in un’unica trama comune e integrata.
Ovvero che cercano di fondere la tecnica con l’estetica, combinando l’utilità pratica con il piacere emotivo. Si pensi alla porcellana Wedgewood.
Si prenda in considerazione anche tutte quelle forme che esprimono aspetti dell’immaginazione dei loro creatori e il desiderio di realizzare oggetti utili e funzionali.
Per cui un prodotto per avere successo deve funzionare in modo corretto, ma questo non basta: sempre più spesso si richiede che sia facile da usare, ma anche che generi piacere e che abbia una “personalità”. Quest’ultima dipende dal design. Infatti quando prodotti equivalenti dal punto di vista tecnico competono, possono vincere o perdere quote di mercato grazie al loro aspetto tattile e visivo dalle associazioni che generano e da come sono percepite o dalle emozioni che suscitano. Ricordatevi sempre che i consumatori si aspettano di ricevere funzionalità da tutto ciò che acquistano.
I progressi nella produzione e nella lavorazione dei materiali favoriscono sviluppi sia nell’industrial design che nel tecnical design e sono per il product designer una continua forma di ispirazione: essi sono in grado di suggerire originali soluzioni visive e tattili, di generare nuove tendenze nell’impiego delle forme e dello spazio. Alcuni esempi sono:
- la capacità di colorare e trasformare i polimeri in oggetti brillanti e traslucidi;
- co-stampare materiali plastici ed elastomeri per ottenere superfici morbide al tatto;
- di utilizzare materiali compositi rinforzati con fibre di carbonio, per la progettazione di strutture eccezionalmente sottili e leggere.
In tutti questi casi molti prodotti innovativi hanno trovato la loro ispirazione dall’uso creativo di materiali e processi.
I materiali giocano quindi un duplice ruolo:
- supportano la funzionalità tecnica
- creano la personalità del prodotto.
Un esempio che mette in luce le difficoltà di interrelazione e le lacune è rappresentato dal fatto che gli ingegneri utilizzano termini tecnici che spesso il designer trovano oscuri e poco significativi.
I designer invece esprimono le loro idee e descrivono i materiali in un modo che all’ingegnere qualche volta sembra sconcertante e vago.
Per poter colmare questo gap occorre esplorare come ciascun gruppo “utilizza” i materiali, e la natura delle informazioni sui materiali di cui chiede di poter disporre. Inoltre occorre studiare i metodi e progettare strumenti che intrecciano le due linee di pensiero in un’unica trama comune e integrata.

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