RICICLAGGIO
Tre grandi mostre negli anni novanta hanno spinto i designer a focalizzare l’attenzione sul potenziale implicito nell’uso di materiali riciclati della tecnosfera.
“Rematerialize” nel 1994 mostrava una vasta selezione di materiali contemporanei ottenuti usando un contenuto di riciclo.
“Mutant Materials” nel 1997 prendeva in esame l’applicazione della termoplastica riciclata nello sviluppo di nuovi materiali come polimeri, leghe schiumose, ceramiche schiumose e compositi insoliti.
“Recycling” nel 1996 rivelò la bellezza di prodotti fatti a mano impiegando materiali riciclati.
I materiali della biosfera sono prontamente restituiti al ciclo della natura attraverso un processo di biodegradazione o di compostaggio, grazie all’azione dei microbi, dell’acqua o degli agenti naturali. La natura ricicla tutti i suoi materiali, mentre gli umani riciclano solo alcuni dei materiali sintetici da loro prodotti.
I materiali con un basso valore in denaro tendono ad avere bassi volumi di riciclaggio. Materiali relativamente costosi, come i metalli ferrosi e le leghe leggere, spesso prevedono una porzione di materia riciclabile tra il 70% e l’80%, che nelle leghe di metalli preziosi (oro, platino, argento) si attesta tra il 90% e il 98%. Per contro, i polimeri (plastica) relativamente economici, mostrano una porzione di materia riciclabile tra lo 0% e il 60%; tra le plastiche più comunemente riciclate figurano il PET (20-30% di materia riciclabile), il polipropilene (25-35%) il polipropilene come LDPE o HDPE (50-60%) il poliestere (35-40%).
I materiali specialistici della tecnosfera, specialmente quelli compositi, come i termonindurenti o le termoplastiche rinforzate, spesso hanno meno dell’1% di materia riciclabile.
Il riciclo a ciclo chiuso dei materiali della tecnosfera riduce in maniera significativa l’impatto ambientale. I metalli prodotti interamente con contenuti riciclati e plastiche riciclate hanno un’energia incorporata che spesso corrisponde solo alla metà o al 10% di quella di metalli primari. Aumentare la percentuale di riciclaggio di molti materiali, rivalutando l’idea di “scarto”, porterà a un risparmio di energia.
“Rematerialize” nel 1994 mostrava una vasta selezione di materiali contemporanei ottenuti usando un contenuto di riciclo.
“Mutant Materials” nel 1997 prendeva in esame l’applicazione della termoplastica riciclata nello sviluppo di nuovi materiali come polimeri, leghe schiumose, ceramiche schiumose e compositi insoliti.
“Recycling” nel 1996 rivelò la bellezza di prodotti fatti a mano impiegando materiali riciclati.
I materiali della biosfera sono prontamente restituiti al ciclo della natura attraverso un processo di biodegradazione o di compostaggio, grazie all’azione dei microbi, dell’acqua o degli agenti naturali. La natura ricicla tutti i suoi materiali, mentre gli umani riciclano solo alcuni dei materiali sintetici da loro prodotti.
I materiali con un basso valore in denaro tendono ad avere bassi volumi di riciclaggio. Materiali relativamente costosi, come i metalli ferrosi e le leghe leggere, spesso prevedono una porzione di materia riciclabile tra il 70% e l’80%, che nelle leghe di metalli preziosi (oro, platino, argento) si attesta tra il 90% e il 98%. Per contro, i polimeri (plastica) relativamente economici, mostrano una porzione di materia riciclabile tra lo 0% e il 60%; tra le plastiche più comunemente riciclate figurano il PET (20-30% di materia riciclabile), il polipropilene (25-35%) il polipropilene come LDPE o HDPE (50-60%) il poliestere (35-40%).
I materiali specialistici della tecnosfera, specialmente quelli compositi, come i termonindurenti o le termoplastiche rinforzate, spesso hanno meno dell’1% di materia riciclabile.
Il riciclo a ciclo chiuso dei materiali della tecnosfera riduce in maniera significativa l’impatto ambientale. I metalli prodotti interamente con contenuti riciclati e plastiche riciclate hanno un’energia incorporata che spesso corrisponde solo alla metà o al 10% di quella di metalli primari. Aumentare la percentuale di riciclaggio di molti materiali, rivalutando l’idea di “scarto”, porterà a un risparmio di energia.

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